Perfettamente conservato e restaurato, il Castello di Rivalta a Gazzola (PC) pare uscito da una fiaba. Il maniero ha sfidato i secoli ed ancora oggi è la residenza del conte Orazio Zanardi Landi, presidente dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Secondo alcuni documenti del Trecento, in quest’epoca signore del borgo e del feudo è Obizzo Landi, che lo aveva acquistato dai Ripalta: da quel momento ad oggi, il castello è sempre appartenuto - con brevi interruzioni - alla famiglia Landi, seppure di rami differenti. La storia è intrecciata di assedi, lotte, amori e tradimenti, e naturalmente il castello di Rivalta ha il suo fantasma, anzi più d’uno. Tra le leggende nate al castello, la più lontana nel tempo narra di un antico componente della famiglia Zanardi Landi. Dopo Obizzo Landi, feudatario di Rivalta nel XIV secolo, il castello passa alle sorelle ed ai rispettivi mariti, Pietro Zanardi Landi e Galvano Landi che si contendono a lungo l’eredità. La rivalità tra i due si conclude con l’assassinio di Pietro Zanardi Landi il cui spirito, al fine di vendicarsi, avrebbe vagato nel castello fino al 1890, anno di passaggio dei beni ai discendenti diretti della vittima innocente. Placato, ma dalla memoria durevole, il fantasma sarebbe ritornato nel 1970, quando presso gli Zanardi Landi è ospite un ignaro discendente dell’antico assassino. L’ospite viene tormentato per tutta la notte ed è in quell’occasione che, cercando tra le pieghe della storia, emerge la tragica vicenda. Più recente, ma sempre dall’origine tragica, l’altra presenza inspiegabile. Si tratta del cuoco Giuseppe, ucciso nel Settecento dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie. Si manifesterebbe accendendo e spegnendo interruttori, soprattutto nell’ala del Castello affacciata sul Trebbia, dove si trovava la vecchia cucina.
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