Per la prima volta in Italia oltre quaranta icone provenienti dalla Riserva Nazionale storico-culturale di Kyiv-Pechersk e Museo Nazionale Andriy Sheptytskyi di Lviv e una raffinata selezione di oggetti e paramenti liturgici, realizzati con preziose sete e decorate con ricami in oro e argento, regaleranno al pubblico un panorama sulla produzione artistica nel territorio ucraino dal XVI al XVIII secolo.
La rassegna, dal 3 marzo al 9 maggio presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, è sostenuta dall’Ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede, dalla Regione Marche, dal Comune di Ancona, con il contributo del Rotary Club Ancona - Conero e dell’Api - raffineria di Ancona, e organizzata da Artifex - comunicare con l’Arte. Le icone ucraine, a differenza di quelle bizantine e slave ricche d’oro ma povere di colore, presentano una cromia più accentuata, determinata dall’uso della luce che riempie i dipinti. Accanto alle immagini del Salvatore e della Vergine Maria, e degli episodi principali delle storie evangeliche, sono presenti quelle tipiche dei santi della tradizione iconografica slavo-bizantina, come santa Paraskeva, i santi Antonio e Fedossio di Pecersk, e San Nicola, egualmente venerato in Occidente come in Oriente. L’esposizione delle icone è accompagnata da una raccolta di paramenti ed oggetti per il culto eucaristico, secondo la liturgia orientale, risalenti ai secoli XVII-XVIII, scampati alle distruzioni e ai saccheggi che hanno accompagnato le vicende di quella nazione nel secolo appena trascorso. La preziosità delle sete, dei broccati, lo splendore dell’oro e dell’argento con cui sono tessuti e la ricchezza iconografica sono una splendida espressione della magnificenza del culto orientale, centrato tutto nel rendere gloria a Dio.
|